Storia dei Navigli

Storia dei Navigli I

 

I Navigli sono un sistema di canali navigabili che mette in comunicazione i principali bacini idrici e fiumi della Lombardia con la città di Milano.

La storia dei Navigli inizia nel 1152, quando Guglielmo da Guintellino, un ingegnere genovese, fece costruire un canale da Abbiategrasso a Landriano, sul fiume Lambro.

 Questo canale serviva per difendere la città dalle incursioni del Barbarossa e dei pavesi, suoi alleati. Lo stesso Guglielmo da Guintellino fece erigere i bastioni della città e creò una fossa estraendo la terra per costruirli; questa fossa in seguito fu alla- gata e resa navigabile e, dopo la costruzione del- le Mura Spagnole, divenne la cerchia interna dei Navigli. L’utilizzo dei Navigli per la navigazione fluviale, venne preso in considerazione per lo svilup- po del commercio come via alternativa alle stra- de dell’epoca che risultavano lente, insidiose e accidentate. Il primo tratto navigabile dei Navigli fu realizzato nel XII secolo. Il primo canale, il Ticinello, chiamato così perché nacque deviando il fiume Ticino, fu inaugurato nel 1179; successivamente divenne in parte l’attuale Naviglio Grande.

I Navigli ebbero un ruolo chiave nella costruzione del Duomo di Milano     perché servirono per il trasporto dei marmi delle cave di Candoglia (Val d’Ossola), utilizzati per la sua realizzazione.

Gian Galeazzo Visconti, che desiderava per la città di Milano una Cattedrale spettacolare, sontuosa e all’altezza delle migliori d’Europa, ordinò la costruzione del Duomo nel 1386.

L’utilizzo di quel particolare marmo fu reso possibile solo da una via di comunicazione fluviale, poiché era economica e rendeva relativamente facile trasportare un materiale così pesante.

I blocchi di marmo venivano caricati su carri trainati da buoi e portati fino alla banchina d’imbarco, dove venivano messi su “barconi” che, navigando sul Naviglio Grande, li trasportavano fino al laghetto di Sant’Eustorgio. In questo specchio d’acqua, i milanesi facevano il bagno, pescavano e osservavano le barche provenienti dal Ticino.

Da non dimenticare che l’acqua del Naviglio Grande veniva utilizzata anche per l’irrigazione dei campi, per procurare forza motrice ai mulini e ha contribuito al potenziamento della coltura agricola e delle marcite (prati permanenti).

Successivamente, per evitare di dover scaricare i materiali e trasportarli via terra fino al cantiere del Duomo, venne realizzato un canale che si immetteva nel Naviglio interno, arrivando così direttamente in piazza del Duomo. Per ovviare al dislivello vennero costruite le chiuse della Torre del Torno (o dell’Imperatore).

 

 Storia dei Navigli II

 

 

Nel 1457 Francesco Sforza affidò a Bertola da Novate la costruzione del Naviglio della Martesana, ma fu con Ludovico il Moro che venne portato in città, congiungendo così le acque dellAdda e del Ticino.

 Era il 1482 quando Leonardo da Vinci fu incaricato da Ludovico il Moro di studiare un sistema che ovviasse al dislivello dei terreni e rendesse così possibile la naviga- zione dal lago di Como fino a Milano.

Leonardo non inventò le conche, come spesso erroneamente si crede, ma ne perfezionò la tecnica; alcuni suoi schizzi sono ora conservati al Museo dei Navigli di Milano.

Un’altra soluzione fu ideata intorno alla metà del 1500 dall’ingegnere Giuseppe Meda su commissione di Francesco I, che ideò una nuova conca detta il Castello, con un salto di ben 18 m.

I lavori furono lasciati in sospeso a causa della morte del progettista; furono in seguito ripresi e terminati nel 1777 sotto il governo austriaco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Storia dei Navigli III

 

 Nel 1805 Napoleone Bonaparte completò la costruzione del Naviglio Pavese.

Nella seconda metà dell’800 il sistema dei trasporti fluviali decadde; le cause sono da ricercare nella lentezza dei viaggi via fiume e nella rapidità delle ferrovie che facevano loro concorrenza. Vennero comunque sfruttati soprattutto per il trasporto di merci: i barconi arrivavano a Milano trasportando grano, frutta, formaggi, bestiame, legname, sabbia, ghiaia e altri materiali da costruzione. Con l’avvento delle automobili i navigli furono abbandonati quasi del tutto e le loro acque diven- nero acque di scarico per le industrie. Lungo il letto del fiume si vedevano galleggiare barattoli, cassette, copertoni, materassi, plastica ed altri rifiuti solidi e maleodoranti. Nel 1884 venne approvato un Piano Regolatore che prevedeva la copertura dei Navigli, per creare al loro posto delle strade asfaltate.

I lavori iniziarono quasi 50 anni dopo e terminarono nel 1930; l’anello di strade che ne prese il posto fu chiamato Cerchia dei Navigli e divenne la circonvallazione interna di Milano. La città trasse grandi benefici per questo ammodernamento, ma cambiò completamente fisionomia e non fu più una città d’acqua. Parte dei milanesi che fino a quel momento si consideravano “lagunari, cioè persone che vivevano sull’acqua si videro cambiare la loro vita quotidiana. Dagli scritti di Gianni Banfi (Greco ieri -Tra aspetti di vita e tradizioni di un antico borgo milanese - Longe Prospicio, 1997) emerge che:

Quasi tutte le famiglie tenevano in casa el quadraa, ovvero la rete da pesca di un metro per uno e, per i bambini, el quadretell, più piccolo, pronti tutti a gettarli in acqua nei momenti opportuni. Nei giorni della succia, cioè quando il Naviglio veniva svuotato,  che cosa non si scatenava a Cassina di Pomm!... Papà e figli, nonni e nipoti, ragazzotti in proprio, con stivaloni o senza, muniti di quadrati e retini (la canna non veniva usata), dentro l’alveo o sulle sponde, erano presi tutti da frenesia, un’ani- mazione generale investiva tutto il borgo. Anguille e pesci persici erano le prede più ambite, bisognava scovarle nella melma e nelle alghe del fondo; nelle pozzanghere che si formavano si rifugiavano miria- di di pesciolini e qualche pezzo grosso, il quale dava dimostrazione della sua presenza agitando scompostamente l’acqua. Sulle rive, passanti non certo frettolosi, in bicicletta o a piedi, si soffermavano a seguire le operazioni dando anche consigli ed informazioni non richieste....

Dal 1977 lo Stato ha affidato alla Regione la gestione e la salvaguardia del Naviglio della Marte- sana (anche chiamato Naviglio Piccolo) e nel 1980 è stato fatto un primo progetto urbanistico per recuperare e valorizzare questo Naviglio.

Dal 1983 la Regione ha affidato la gestione delle acque del Naviglio al Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi che comprende l’area che va dal canale Villoresi fino al Po. L’idea di far rivivere questo Naviglio si è concretizzata con l’inaugurazione di una pista ciclabile e pedonale; essa parte da Milano e arriva fino a Cassano dAdda, collegandosi con la pista ciclabile del fiume Adda.

L’idea di utilizzare nuovamente i Navigli come “vie d’acqua” con mezzi di trasporto ecologici è stata presa in considerazione nel progetto Expo 2015.

La navigazione lungo i canali non diventa quindi solo un’attrazione turistica ma un’alternativa di supporto ai collegamenti urbani e interurbani già esistenti.