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Le reti PDF Stampa E-mail

 Le tipologia di cattura parte I

La storia della pesca inizia in tempi molto antichi ed è molto difficile separarla dalla cultura e dall’evolu-

zione dell’uomo. Infatti, già nella preistoria, i pesci hanno costituito un’importante fonte di cibo che ha

portato i primi insediamenti umani a portarsi vicino ai corsi d’acqua e al mare. I pesci infatti

costituiscono da sempre una fonte importante di proteine, vitamine, sali minerali e grassi costituiti per lo

più da grassi poli-insaturi.

Già nel Paleolitico si trovano testimonianze dell’inserimento di pesce nella dieta umana e di pratiche di pesca.

I primi ami sono stati costruiti in legno e con l’età del rame e del bronzo diventarono metallici. Gli indiani dAmerica utilizzarono quello che la natura offriva di ricurvo: gli artigli degli uccelli rapaci.

I pesci rivestono un significato simbolico in diverse civiltà e religioni. Basta pensare al simbolo della

“Dea Madre” come raffigurazione del ventre femminile o alle rappresentazioni negli affreschi tombali egizi

e nei mosaici romani come simbolo di fertilità e sessualità. Ricordiamo anche le sirene omeriche, gli dei-pesci fenici o il “pesce parlante” nei miti Maya. Anche nella religione cristiana i pesci assumono significato mistico quando Gesù cerca i suoi discepoli nei pescatori e nel miracolo dei pani e dei pesci.

 

La documentazione di pesca “professionale” risale agli antichi romani che utilizzarono le informazioni tecniche e scientifiche di pesca dai fenici, dai greci e dagli etruschi. Proprio dai romani provengono alcune reti che ancora oggi sono in uso.

Oggi la pesca ha modificato in parte la sua finalità: un tempo infatti era limitata alla sopravvivenza dell’uomo, mentre oggiviene praticata sia a livello professionale che sportiva.

 

Le tipologia di cattura parte II

 

 

 

Reti da posta: queste reti sono molto simili a quelle volanti e vengono fissate in modo da mantenere

una posizione fissa vicino alla riva, senza però venire a contatto con il fondo.

La rete da posta più diffusa era la Pendente; è una rete molto antica che veniva usata per la cattura

degli agoni. Le sue dimensioni sono variate nel tempo ed attualmente può arrivare alla lunghezza

di 36.000 maglie. Quando si usava da terra, l’estremità più lontana da riva veniva ripiegata a

semicerchio per creare un “cappino” dove i pescatori cercavano di catturare gli agoni che erano

riusciti a fuggire.

 


Reti da fondo: le reti da fondo sono appe- santite nella parte inferiore in modo tale che possa rimanere

appoggiata al fondo.

 

Le tipologia di cattura parte III

 

Reti del tipo bedina: sono reti disposte

a cerchio e provviste di galleggianti. Quando vengono calate in acqua si recuperano i lembi inferiori

in modo tale da formare un catino sollevato dal fondo che successivamente viene issato sulla barca.

 

Bertovelli: sono reti per la pesca da posta a forma di cassone o di cilindro. Hanno una o più aperture

coniche incentrate le une sulle altre in modo tale che il pesce possa entrare ma non uscire.

Spesso i bertovelli hanno delle reti diret- trici per convogliare il pesce verso il gabbione.

 

Tremagli: sono reti per la pesca da posta, molto lunghe, formate dall’affiancamento di tre reti, di cui quella interna con maglie di dimensioni minori che rimane molle.  

 

 Nella parte superiore hanno dei galleggianti mentre in quella inferiore hanno dei piombi per tenerli

verticali.

I tremagli vengono usati per la pesca di diverse specie di pesci come  il pesce persico, le alborelle, le anguille,

l’agone, le bottatrici, le tinche ed altri ciprinidi.

 
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