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MOTI D'ACQUE E IMMAGINARIO URBANO PDF Stampa E-mail

 Nel 500° dalla morte di Leonardo 

12 LUGLIO - 8 SETTEMBRE 2019

Inaugurazione aperta al pubblico, 11 luglio ore 18:30

 A cura di Renato Galbusera

 “L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò

e la prima di quella che viene. Così il tempo presente”
Leonardo Da Vinci, Aforismi sulla natura – Codice Trivulziano.
 
In occasione del 500° anno dalla morte di Leonardo, un gruppo di artisti milanesi: Pino di
Gennaro, Renato Galbusera, Maria Jannelli, Antonio Miano e Claudio Zanini; già distintosi in Italia
e all’estero per aver esposto le proprie opere in diversi luoghi, soprattutto pubblici, propone
un’esposizione sul tema dell’acqua.
La mostra è promossa dal Comune di Milano - Cultura e dall’Acquario - Civica Stazione
Idrobiologia di Milano.
 
La mostra
Leonardo, nel corso dei suoi studi sulla natura, si è occupato delle dinamiche dei fluidi (vento,
vapori e acque); indagini finalizzate alla progettazione di un’architettura idraulica di corsi e
condotte d’acqua, ponti e chiuse. Opere di cui, girando per Milano e dintorni, possiamo ancora
vedere le vestigia e, in alcuni casi, addirittura l’attuale funzionamento. Da questo contesto il
progetto: una visione di città che l’immaginario degli artisti risarcisce di una presenza rimossa.
Tutte le opere esposte elaborate pensando agli Spazi dell’Acquario, comunicano una visione delle
acque come presenza, storicamente collegata agli spazi della città, nelle forme che la
contaminazione con l’assetto urbano ha determinato (il tracciato dei Navigli, la Darsena, i ponti)
istituendo un dialogo con la sua storia, che coinvolge la dimensione della memoria, che ritroviamo
in molteplici immagini pittoriche e fotografiche della Milano percorsa dalle acque, dove oggi scorre
il traffico metropolitano.
Le opere sfuggono ad ogni dimensione nostalgica e citazionista, percorrendo invece le strade
dell’evocazione, della metafora, della mitologia urbana, del progetto.
 
Note sugli artisti
 
Insieme da più di trent’anni. Pino di Gennaro, Renato Galbusera, Maria Jannelli,
Antonio Miano e Claudio Zanini presentano i loro più recenti lavori presso lo Spazio
Mostre dell’Acquario Civico di Milano.
 
Spirali e vortici tratti dai disegni di Leonardo diventano, in queste sculture di Pino di Gennaro, una
materia ricca e preziosa, graffiata da un segno elegante.
Milano, leonardesca città d’acque, viene evocata dai lavori di Renato Galbusera. Sono soventi opere
di vasto respiro che suscitano un’immediata risonanza emotiva: nel segno d’una figurazione in cui
si scoprono echi della monumentalità dell’antico e di Mario Sironi.
Una serie di lavori di Maria Jannelli su stoffa e tovaglie, trattate come supporto, recano impressi
motivi di fauna acquatica e altri soggetti. Si tratta di un interessante materiale figurativo tratto
dalle allegorie della navigazione di Leonardo, che ha sollecitato l’ispirazione dell’artista, e del sé
aveva vastità profonda.
Affascinato dai versi di Leonardo (qui in esergo), nei ritratti qui esposti l’artista ha scelto i poeti che
hanno cantato nei loro versi il fascino del mare e della navigazione. Un importante aspetto del
lavoro di Antonio Miano consiste, infatti, nella galleria, costituitasi nel tempo, di volti di poeti e
scrittori del ‘900.
Claudio Zanini presenta lavori dove il segno di Leonardo è interpretato e rielaborato; opere di
diversi periodi che hanno in comune il tema del mare e dell’acqua in varie accezioni. Nelle più
recenti si mettono in campo moti e flussi equorei ispirati esplicitamente ai disegni di Leonardo.
Dopo aver sottolineato l’accentuata diversità di ciascun artista rispetto all’altro, è necessario
riconoscere che una strana alchimia conferisce una sorta di inaspettata armonia all’accostamento
delle loro opere, in cui influenze reciproche e, spesso, inavvertite hanno ben operato nel corso del
tempo. Parecchio, infatti ne è trascorso, dall’epoca del debutto, nel 1983 a Palazzo Dugnani con la
mostra Atelier. Dopo la prima, altre esposizioni, personali e collettive; soprattutto in spazi pubblici,
svincolati dalle più restrittive logiche di mercato. Questo implica, quasi naturalmente, da un lato
l’assoluta libertà nella scelta di linguaggi, temi e argomenti del proprio lavoro; dall’altro,
un’apertura verso altri artisti colleghi e amici, gravitanti soprattutto in area milanese. Pur
rimanendo nucleo originario, il gruppo ha promosso numerose mostre allargate.
Un unico esempio, la rassegna VENATURE che, preso l’avvio nel 1988 con la mostra alla
Permanente, raggiunge venticinque edizioni in luoghi pubblici in Italia e all’estero (Berlino,
Madrid, Vienna, Amburgo, ecc.) coinvolgendo complessivamente una settantina di artisti, tra cui
molti giovani.
Un percorso complesso che, se, da un lato, ha assorbito e rielaborato le più intense suggestioni
dall’humus culturale milanese, dall’altro, ha senz’altro contribuito al dibattito culturale della città
nella fine dello scorso secolo e nei primi decenni dell’attuale.
Citiamo solamente le due ultime manifestazioni: nel 2015, la mostra “5 di cinque” presso il Palazzo
Pirelli a Milano; e, nel 2018 la mostra “Persistenze” nello spazio espositivo della Banca Popolare di
Lodi.
 
Per info
www.acquariocivicomilano.eu
02 88 46 57 50
Ulteriori informazioni: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Ufficio stampa Comune di Milano
Elene Conenna
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GILL RIGOULET - MOLITOR 85 PDF Stampa E-mail

7 GIUGNO - 7 LUGLIO 2019

Inaugurazione aperta al pubblico, 6 giugno ore 18:30

Sarà presente l'artista 

 A cura di Claudio Composti & Elisabetta Polezzo

Dal 7 giugno sino al 6 luglio 2019 con orgoglio si presenta la prima mostra italiana del fotografo francese Gil
Rigoulet (classe 1955) a cura di Claudio Composti ed Elisabetta Polezzo, promossa dal Comune di Milano –
Cultura e dall’Acquario - Civica Stazione Idrobiologica di Milano.  L’esposizione è parte del programma
di Milano Photo Week 2019 (3-9 giugno), palinsesto del Comune di Milano dedicato alla fotografia
contemporanea. Molitor 85 è un progetto realizzato 34 anni fa in cui, con Polaroid e stampe in bianco e nero,
Rigoulet ha narrato questa mitica piscina alle porte di Parigi, abbattuta nel 1989, ricostruita nel 2014 e convertita
in seguito in spa.

La mostra

Gil Rigoulet è uno scrittore per immagini, come lo sono i veri fotografi. In Molitor 85 ci racconta quel luogo 
mitico che è stata la Piscine Molitor (dove è stato presentato per la prima volta il bikini nel 1946 dall’ idea e
disegno di Louis Réard). Il suo sguardo si muove fluido come l’acqua, elemento che ama fin da bambino, simbolo
di libertà, gioia, in cui ogni corpo, anche il più pensante, si muove libero e leggero, come la sua fotografia :
Ho capito che soprattutto è uno stato d'animo, un pensiero su ciò che ci circonda” dice. L’atmosfera che
appare nei suoi scatti è così, gaia e libera. Nessuno si scandalizzava o era turbato dal suo  occhio indiscreto,
che indugiava sulle belle silhouette di giovani donne, con un soft voyeurismo di cui oggi diventiamo tutti complici.
Sembra di sentire il suono delle risa e le urla dei ragazzini che si tuffano, lo splash dell’acqua e quel suono
inconfondibile che parla di joie de vivre. Uno sguardo fugace, a tratti sensuale, che indugia tra linee architettoniche
e le curve di corpi femminili appena nascoste da costumi bagnati. Scorci di gambe, piedi, corpi che si tuffano,
godono del sole e di un momento di relax. Tutto è movimento. Tutto è vita. Quello che oggi si è perso un po’,
in nome di una privacy e sicurezza che fanno di questo progetto un prezioso e poetico documento di un modo di
vivere e un luogo che non esistono più. Rigoulet nei suoi scatti in bianco e nero e Polaroid attraversa la
quotidianità, restituendocela filtrata dalla sua poetica inconfondibile.

Catalogo

In mostra edito da Acquario Civico e stampato da Stamperia comunale.

Note sull’artista Gil Rigoulet

Gil Rigoulet ha lavorato per le maggiori testate giornalistiche internazionali tra cui Le Monde, come fotografo
ufficiale fin dal ’75 per oltre 20 anni. Nel 1986 espose il suo lavoro con l'aiuto di Robert Doisneau sulla rivista
Photo Magazine e prese parte alla mostra "Vivre en maillot de bain" su invito di Christian Caujoll,  con grandi
fotografi quali Helmut Newton, Jeanloup Sieff, Joseph Koudelka, Claude Nori, Marc Riboud, William Klein,
Franco Fontana, Mary Ellen Mark ed ha collaborato per anni con Henri Cartier-Bresson. Gil Rigoulet ha
sviluppato un suo stile vicino alla street-photography, in Europa, Nord America e Asia. Gli piace sperimentare
con le Polaroid e ama lavorare sullo sviluppo e l'ossidazione dei film.

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DISCOVERING THE BEAUTY OF THE CYCLADES PDF Stampa E-mail

10 MAGGIO - 5 GIUGNO 2019

Inaugurazione aperta al pubblico, 9 maggio ore 18:30

 

Intervengono:

Domenico Piraina, Direttore dell’Acquario Civico di Milano

W. M. Wilman

Dal 10 maggio sino al 5 giugno 2019, l’elegante edificio liberty di inizio Novecento che ospita l’Acquario Civico di Milano

accoglierà tra le sue pareti e le sue vasche la mostra DISCOVERING THE BEAUTY OF THE CYCLADES di W. M. Wilman
promossa dal Comune di Milano – Cultura e dall’Acquario - Civica Stazione Idrobiologica di Milano.
L’esposizione, a cura di W. M. Wilman è parte del programma Milano Photo Festival 2019 (17.04 - 30.06) importante
manifestazione cittadina dedicata alla fotografia.
DISCOVERING THE BEAUTY OF THE CYCLADES è un progetto fotografico incentrato sulla bellezza naturale delle isole
di questo arcipelago dell’Egeo, dal vulcano di Santorini alle aree più selvagge e meno esplorate di Ios, Sikinos, Folegandros,
La terra, il mare e la loro interazione sono gli elementi dominanti di questo lavoro, che ha richiesto oltre quattro anni per essere
arrampicata e trekking per conoscere al meglio le isole.
L’Acquario, sede ideale della mostra, vedrà così esposte nei suoi spazi circa venti fotografie di queste isole, di media dimensioni,
Proposto all’UNESCO per incoraggiare la conservazione dell’arcipelago per le enerazioni future, l’ideazione del progetto è stata
Benaki ad Atene per oltre 40 anni e morto nel 2018. Le sue spiegazioni e precisazioni, nell’arco dei vent’anni in cui si sono
influenzata dal Professore Angelos Delivorias, uno dei più importanti archeologi greci, direttore del preminente Museo
frequentati, sono state significative nel dirigere W. M. Wilman verso luoghi meno conosciuti e selvaggi per le sue esplorazioni.

La Mostra

Tra le immagini esposte, solo una non segue il tema “TERRA E MARE”.
Col permesso della Direzione dell’Acquario, è stata infatti inclusa una fotografia chiamata Lost Lady of Sikinos, Neiko” / “Neiko,
Nel 2018, durante i lavori di restauro dell’edificio monumentale, è stata ritrovata la tomba di una donna di nome Νεικω. Indisturbata,
in una parte nascosta della chiesa, Neiko giaceva con braccialetti d'oro, anelli, una collana e una spilla, insieme a vasi di vetro,
completato. Il fotografo inglese W. M. Wilman, che conosce e frequenta le Cicladi da quando aveva 10 anni, si è dedicato ad
la Signora dimenticata di Sikinos”, che ha anticipato di due anni una scoperta archeologica di notevole importanza. 
Nel 2016, il fotografo ha scelto di fotografare una donna abbigliata in stile classico, mentre cammina verso l’ingresso della chiesa
di Episkopi, edificata 1.800 anni fa sulle rovine di un tempio di Apollo, in una parte remota dell’isola da cui si vedono Santorini, Ios,
Paros, Milos e Folegandros.
Nel 2018, durante i lavori di restauro dell’edificio monumentale, è stata ritrovata la tomba di una donna di nome Νεικω. Indisturbata,
in una parte nascosta della chiesa, Neiko giaceva con braccialetti d'oro, anelli, una collana e una spilla, insieme a vasi di vetro,
oggetti di metallo e alcuni resti organici degli indumenti che indossava. La ricchezza dei gioielli indica che si trattava di una figura
importante nella società dell’isola. Fino a quel momento, si era creduto che Episkopi fosse stata costruita come mausoleo
per un generale Romano nel III sec. d.C.
L’edificio ricorda un tempio e, data la sua altezza, è considerato un monumento unico nel mondo greco.
La mostra all’Acquario Civico di Milano è dedicata alla memoria del Prof. A. Delivorias.
L’Acquario, che ha sede nell’edificio progettato dall’architetto Sebastiano Locati in occasione dell’Esposizione Universale
del 1906, si propone come spazio ideale dove presentare DISCOVERING THE BEAUTY OF THE CYCLADES non solo
perché il tema dell’acqua indagato da W. M. Wilman trova qui la sua collocazione più naturale, ma anche perché permette
un ideale dialogo tra gli scorci offerti dalle vasche e le fotografie, in un percorso tra terra e mare.

 

Note su W. M. Wilman

Due incontri sono stati significativi nell’orientare W. M. Wilman verso l’idea di un progetto fotografico serio sulle Cicladi.
Il primo ha avuto luogo su una spiaggia deserta nelle Cicladi, nei tardi anni Novanta, quando sono sbarcati da un natante
un ex Presidente degli Stati Uniti, con molti membri della sua famiglia, e un generale a quattro stelle, che è successivamente
diventato Segretario di Stato.
Il secondo, avvenuto a Milano, ha coinvolto un artista italiano di nota fama internazionale famoso per le sue sculture satiriche.
Queste esperienze assolutamente impreviste e imprevedibili lo hanno portato a concludere che tutto è possibile e così ha
degli Studi di Milano, da organizzazioni nazionali nei diversi settori a multinazionali, studi legali ad agenzie di pubblicità,
dove ha lavorato con molti dei migliori creativi d’Italia. E’ stato il fotografo ufficiale del Milan Cricket Club, e ciò gli ha offerto
l’opportunità di sviluppare una buona esperienza nel catturare il movimento umano, abilità indispensabile nel progetto principale
delle Cicladi, che include l’interazione tra la forma femminile e l’ambiente mediterraneo.
provato ad esprimere la sua passione per l’arcipelago, in un modo concreto, osando quello che non aveva mai immaginato prima.
Originario della zona di Notting Hill a Londra, con origini inglesi, irlandesi, ceche e caraibiche, Wilman ha trascorso molti anni a
Milano, seguendo una carriera nell’insegnamento. E’ stato docente e consulente linguistico per un gran numero e una gran
varietà di persone: da uno stilista di alta moda italiano tra i primi nel mondo, ai dottorandi (PhD) della facoltà di Scienze Naturali
all’Università.

 

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SONG OF MYSELF di Teresa Maresca PDF Stampa E-mail

3 APRILE - 5 MAGGIO 2019

 

Presentazione alla stampa 2 aprile ore 11.00

Inaugurazione 2 aprile ore 18.00

 

Promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Acquario Civico di Milano e curata da Raffaella Resch.

Dal 3 aprile sino al 5 maggio 2019, l’elegante edificio liberty di inizio Novecento che ospita l’Acquario Civico di Milano accoglierà tra le sue pareti e le sue vasche la mostra TERESA MARESCA, Song of Myself, promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura e dall’Acquario - Civica Stazione Idrobiologica di Milano. L’esposizione, a cura di Raffaella Resch, è parte del programma Milano Art Week 2019 (1-7 aprile), palinsesto del Comune di Milano dedicato all’arte moderna e contemporanea.

TERESA MARESCA, Song of Myself pone al centro dell’indagine il rapporto tra uomo e Natura, traendo il suo titolo dalla raccolta poetica del poeta americano Walt Whitman (1819-1892), di cui proprio nel 2019 si celebrano i 200 anni dalla nascita. L’omaggio a Whitman è duplice, in quanto oltre al poemetto undicesimo di Song of Myself, in cui ventotto uomini si bagnano di notte nel fiume, Teresa Maresca si ispira anche al Canto della Sequoia, la Red Oak Tree che nel testo di Whitman prende la parola in prima persona, come simbolo della sterminata e incontaminata natura americana. Artista dedita alla pittura, al disegno e all’incisione, mossa da un motivo ispiratore non di rado mutuato dalla poesia e dalla filosofia, Maresca elabora composizioni di grande impatto richiamando gestualità e cromatismi dei Neue Wilden, il movimento neoespressionista berlinese dei Nuovi Selvaggi, ma anche il Realismo Magico di Peter Doig, tendenze che si contraddistinguono entrambe per una costante riflessione sul ruolo dell’uomo nell’ambiente.

L’Acquario, sede ideale della mostra, vedrà così esposte nei suoi spazi circa trenta opere di grandi dimensioni (olio e acrilico su tela) afferenti a due grandi cicli pittorici permeati dal tema centrale dell’acqua: Song of Myself (Men at Bath), del 2017, e Swimming Pools, del 2009.

La mostra

Il ciclo Song of Myself, esposto al di sotto del luminoso lucernario che fa da copertura al Giardino d’Inverno dell’Acquario, è costituito da una serie di 18 grandi dipinti ad olio e acrilico su tela dedicata al tema degli «uomini bagnanti», inserita nel solco del pensiero naturalista americano già nella seconda metà dell’Ottocento. Nella pittura europea, invece, il soggetto dei bagnanti nudi al maschile è emerso dal ‘900 in poi, affiancandosi al tema classico della donna bagnante già noto nella storia dell’arte, dalle Veneri degli affreschi romani alle dee nascenti dalle acque rinascimentali, fino ad arrivare a Les Demoiselles d’Avignon picassiane. In pittura, il tema del bagnante maschile diventa decisivo con Munch (Bagnanti, 1904 – 1905), dove i corpi nudi rimandano a una concezione della natura primigenia, fonte di energia, concetto che attraverserà l’Espressionismo fino ai recenti Nuovi Selvaggi.

Nel pensiero americano dell’Ottocento, con la filosofia trascendentalista di Emerson e di Thoreau, la figura maschile in relazione alla natura era invece già ben consolidata. L’uomo possente in cammino attraverso le acque dei grandi fiumi americani rappresentava la fondazione del Nuovo Mondo, «finalmente proporzionato alla natura», come scrive Walt Whitman.

Così come vengono evocati nelle poesie di Whitman, nelle tele della Maresca si scorgono i corpi eroici dei bagnanti maschili immergersi nel fiume notturno, alla luce della luna che inonda il paesaggio acquatico di riflessi, proprio come in «Ventotto giovani», l’undicesimo poemetto di Song of Myself. La luna tinge di un’illuminazione surreale boschi e specchi d’acqua, in un notturno quasi cinematografico che come un sussulto ottico diffonde colori innaturali all’ambiente. Scrive il critico Paolo Biscottini, nel saggio Song of myself. Pittura come poesia: «L’opera pittorica muove dunque da un’emozione, in questo caso suscitata dai versi di Whitman, per divenire immagine dell’anima, sosta nel tempo magico di ciò che era e sarà».

In alcune tele di Maresca esposte all’Acquario si trovano anche consonanze con il poema Canto della sequoia (Song of the Redwood-Tree), dove il grande albero rosso parla in prima persona e la figura umana, anche nelle opere, sparisce per lasciare posto al solo paesaggio.

Al piano terra dell’Acquario Civico, in dialogo con la sala delle vasche, si trova invece una selezione di opere tratte dal ciclo Swimming Pools. Le piscine americane di Maresca diventano specchi d’acqua dai colori fluo, contornati da bordi di cemento e palmizi, su cui solo raramente si riflettono figure umane, ombre vibratili, a testimonianza della perenne ricerca dell’artista di un rapporto tra uomo e ambiente. Il ciclo è ispirato al film cult Un uomo a nudo (The Swimmer, 1968, regia di Frank Perry) dove il protagonista (l’attore Burt Lancaster) compie un percorso metaforico di ritorno a casa, nuotando di piscina in piscina attraverso le ville dei suoi vicini. In mostra, anche alcuni collage realizzati con i fotogrammi del film.

Due schermi allestiti nella sala delle vasche, sempre al piano terreno, riprodurranno i due video curati dall’artista per le edizioni Pupillaquadra, rispettivamente Swimming Pools e Song of Myself.

L’Acquario milanese, che ha sede nell’edificio progettato dall’architetto Sebastiano Locati in occasione dell’Esposizione Universale del 1906, si propone come spazio ideale dove presentare i due cicli, non solo perché il tema dell’acqua indagato dalla Maresca trova qui la sua collocazione più naturale, ma anche perché dal punto di vista scenografico valorizza il dialogo tra gli scorci offerti dalle vasche e le tele dell’artista, in un percorso tra uomo e natura, uomo e acqua che idealmente il visitatore potrebbe proseguire con una visita al Ponte delle Sirene, nel Parco del Sempione, e alla fontana Bagni Misteriosi di De Chirico, nel giardino della Triennale.

Scrive Ken Shulman, nel catalogo: «Non riesco a pensare a un luogo più appropriato di un acquario per esporre le opere di Teresa Maresca. Perché i suoi dipinti recenti hanno tutti un riferimento diretto all’acqua, acqua come fonte di vita, come luogo della riflessione, e come spazio d’interazione umana».

Catalogo

La mostra sarà accompagnata dal catalogo «Song of Myself», curato da Raffaella Resch, con un testo critico di Paolo Biscottini. Tra i contributi quelli di Mami Azuma, Yves Bonnefoy, Stefano Bortolussi, Ettore Canepa, Roberto Carifi, Leopoldo Carra, Maurizio Cucchi, Sergio Givone, John Kinsella, Santos Lopez, Navarre Scott Momaday, Roberto Mussapi, Lalla Romano, Roberto Sanesi, Ken Shulman, Carlo Sini, Emilio Zucchi e un testo introduttivo di Raffaella Resch.

Iniziativa collaterale in occasione di Art Week

Per il pubblico di Art Week è previsto un evento speciale a ingresso gratuito domenica 7 aprile alle ore 11.00: «Song of Myself, reading per Walt Whitman». Roberto Mussapi leggerà da Walt Whitman, Foglie d’erba (a cura di R. Mussapi, I grandi libri, Garzanti, 2016) e i poeti Maurizio Cucchi, Stefano Bortolussi e Gabriela Fantato leggeranno le loro poesie dedicate alle opere di Teresa Maresca.

Note sull’artista TERESA MARESCA

Vive e lavora a Milano. La sua pittura è figurativa e visionaria. I suoi maestri ideali Munch, Nolde, De Pisis, Carrà. I suoi temi sono i paesaggi, rivisti anche attraverso la memoria cinematografica, e le periferie industriali. Lavora principalmente per cicli pittorici. Uno dei primi cicli, “Ferro”, aveva come ispirazione le fabbriche dell’archeologia industriale, ed è stato allestito presso l’ex-Falck di Sesto e presso il MUSIL di Brescia. Ha realizzato un ciclo di opere, “Americana”, sul viaggio “on the road”; un ciclo, “Swimming Pools”, in cui ha alternato opere in acrilico di grande formato e collage fotografici dal film “The Swimmer”, del 1968. Un’antologica di opere è stata esposta di recente presso la Galleria d’Arte Moderna e le Raccolte Frugone di Genova. Accompagnano i suoi allestimenti alcuni corti d’arte, ad opera del film-maker Andrea Montagnani. Da tempo lavora anche a un progetto di ricerca sull’arte paleolitica franco-cantabrica, con il museo di storia naturale di Bologna, con l’Università Cattolica di Milano, e con l’UNESCO. Una mostra su questo tema è stata allestita presso il Teatro Menotti di Milano e sarà presentata nel Deposito Lapideo di Genova. Ha esposto alla Biennale d’Arte di Venezia; allestisce di preferenza presso enti museali, come il Museo Diocesano di Milano, o il Museo Marino Marini di Pistoia; ex- fabbriche, come la Falck di Sesto San Giovanni e i Musei dell’Industria e del Lavoro di Brescia (Museo delle macchine del cinema e Museo del Ferro). Sue opere sono presenti al MUSIL di Brescia, al Museo Diocesano di Milano, e alla GAM di Genova.  Tra gli intellettuali, filosofi e scrittori che hanno seguito il suo lavoro dall’inizio, Roberto Tassi, Roberto Sanesi, Carlo Sini, Lalla Romano, Paolo Biscottini, Sergio Givone, Ken Shulman, Franco Meli. Ha realizzato diverse edizioni d’arte con acquaforte, xilografia e litografia, assieme ai testi dei poeti Yves Bonnefoy, Roberto Mussapi, Roberto Carifi.

Ulteriori informazioni su www.teresamaresca.org

Immagini scaricabili qui: https://www.dropbox.com/sh/16wnqq026lwkep1/AABL8eznHfd4U5F3Sg4B0Q9Xa?dl=0

Video Song of Myself https://www.youtube.com/watch?v=j5Di5fTfDbY&t=101s 

@TeresaMaresca

#SongOfMyself #AcquarioCivicoMilano #TeresaMaresca #200anniversaryWhitman

 

Ufficio stampa Mostra

My Com Factory

Luana Solla | +39 334 336 9695 | Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Benedetta Rutigliano | +39 349 775 7184 | Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

Ufficio stampa Comune di Milano

Elena Conenna |Tel. 02 88453314 | Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

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MILANO PER LE DONNE PDF Stampa E-mail

Nella giornata dedicata alle donne è utile riflettere sulle differenti modalità di vita e di riproduzione del mondo animale. La vita nelle acque ci propone numerose varianti tra cui l’affascinante ciclo vitale delle meduse. Lungo il percorso espositivo dell’Acquario civico di Milano è possibile osservare, nell’area marina, la medusa quadrifoglio (Aurelia aurita) nelle diverse fasi di vita: polipo, efira e medusa. Le meduse, simili tra loro nell’aspetto, hanno vita breve e sono a sessi separati ed il loro ruolo è quello di produrre gameti per dare origine ad un uovo da cui schiuderà una piccola larva che darà origine ad un piccolo polipo che si riprodurrà asessuatamente formando intere colonie, poco visibili ad occhio nudo, lontane dai luoghi di origine. Sollecitazioni ambientali, tra cui la temperatura, inducono alcuni polipi a suddividersi trasversalmente in piccoli dischetti, le efire, che crescendo diventeranno meduse che si riprodurranno a loro volta sessualmente per dare origine ad una nuova colonia di polipi geneticamente differente da quella di provenienza. Ma i polipi sono maschi o femmine? Questo ed altro ancora in Acquario….. 

sabato 9 marzo dalle 16:00 alle 17:00
Le mimose del mare
Visita guidata dedicata alla festa delle donne
Per tutti
Prenotazione obbligatoria

Prenotazioni e informazioni su www.verdeacqua.org e al numero 02804487 

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MuseCity - Museo Segreto 1-3 Marzo 2019 PDF Stampa E-mail

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INCONTRO CON L'ARTE E IL MONDO DI FRANCO CARDINALI - Conversazione con recitazione e musica PDF Stampa E-mail

 11 FEBBRAIO 2019 - ore 18.00

Sala Vitman, viale Gadio 2 - Milano

 Conversazione con recitazione e musica

 nell'ambito della mostra "Franco Cardinali. Inquietudine necessaria"

 a Palazzo Giureconsulti fino al 14 febbraio

 

Introduce

Fanette Cardinali, Presidente dell'Associazione Culturale Franco Cardinali

 

Intervengono

Maria Fratelli, Dirigente Direzione Cultura - Unità Case Museo e Progetti Speciali del Comune di Milano

Chiara Gatti, critica, storica dell'arte e giornalista

Raffaella Resch, curatrice della mostra

con una testimonianza di Benito Boschetto, collezionista e amico dell'artista

 

LETTURA DI POESIE interpretate da Paola Bechis, attrice

COMMENTO MUSICALE di Rita Bacchilega, pianista e tastierista

 

 

L’Acquario Civico di Milano accoglie lunedì 11 febbraio alle ore 18 nella Sala Vitman l’evento “Incontro con l’arte e il mondo di Franco Cardinali”, una conversazione con recitazione e musica incentrata sul fervido contesto socioculturale in cui visse e operò l’artista ligure.

Organizzato nell’ambito della mostra “Franco Cardinali. Inquietudine necessaria” nella storica cornice di Palazzo Giureconsulti, l’incontro è un’occasione unica per approfondire la figura di Cardinali sia dal punto di vista biografico che artistico, alla luce dei fermenti culturali e delle relazioni con gli spiriti più originali dell’epoca. Fra le sue amicizie si ricorda il legame con Jean Cocteau e Jacques Prévert, oltre all’importante incontro con Pablo Picasso.

Introdotte da Fanette Cardinali, figlia dell’artista, intervengono sull’argomento Maria Fratelli, Chiara Gatti e Raffaella Resch in una conversazione a tre voci, inframmezzata dalla lettura di poesie di Prévert da parte dell’attrice Paola Bechis accompagnata dalle tastiere di Rita Bacchilega su musiche di Ludovico Einaudi ed Edith Piaf, fino alle sonorità jazz.

Arricchisce l’incontro la testimonianza dell’amico e collezionista delle opere di Franco Cardinali Benito Boschetto, che saprà restituire tutta l’inquietudine e la profondità di una vita dedicata alla ricerca artistica, vissuta come una riflessione costante, un’evoluzione permanente, un’introspezione continua per infondere sulla tela il proprio messaggio.

 

La serata è un invito a visitare la mostra ad ingresso libero, esposta a Palazzo Giureconsulti fino al 14 febbraio, con oltre cinquanta opere dell’artista che ne evidenziano l’evoluzione stilistica e gli esiti artistici.

Organizzata dall’Associazione Culturale Franco Cardinali in collaborazione con la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, l’esposizione mette in luce la poetica di un artista le cui opere appartengono ad importanti istituzioni pubbliche e collezioni private in Italia, Europa e negli Stati Uniti, in prevalenza a New York e Los Angeles.

 

La rassegna gode del patrocinio del Comune di Milano, del Comune di Chiusi della Verna, del Comune di Città di Castello, del Club per l’UNESCO di Aquileia e dell’Unione Artigiani della Provincia di Milano e della Provincia di Monza e Brianza.

Per approfondire la poetica di Cardinali, è a disposizione un esaustivo catalogo in edizione italiana e inglese edito da Scalpendi Editore.